Sorelle d’Italia, fino alla vittoria, sempre! – Lorenzo Serio

Confesso che quando il primo febbraio del 2016 lessi dell’incontro che si era tenuto in Cgil tra l’allora segretario generale Susanna Camusso e la delegazione della nazionale
femminile di calcio pensai che fosse una boutade.

Di lì a poco sarebbe partita la campagna di raccolta firme per la Proposta di Legge di
iniziativa popolare su “La Carta dei Diritti Universali del Lavoro” e dei tre quesiti referendari, un’avventura che coinvolse milioni di militanti, cittadini, lavoratori.
Ma che ci fa Susanna Camusso stretta tra Melania Gabbiadini e Sara Gama in un
momento del genere?

saragama

Cinque mesi prima di quell’incontro, le calciatrici italiane avevano indetto uno sciopero alla prima giornata di campionato. E si sa che dove c’è una rivendicazione sui diritti e sul salario, prima o poi ci trovi la Cgil. Chiedevano l’abolizione del vincolo sportivo (una sorta di contratto a vita che lega le tesserate alla propria società) e nuovi finanziamenti per lo sviluppo del movimento femminile. Sul primo punto Damiano Tommasi ha promesso novità a breve. Sui fondi,invece, come non ricordare la posizione del presidente della Lega Nazionale Dilettanti che intervenendo in una discussione sul professionismo disse: “Basta! Non si può sempre parlare di dare soldi a queste quattro lesbiche”.

La foto ci regala una posa da inizio match. Se questa foto potesse parlare ci canterebbe a
squarciagola l’inno di Mameli: “Sorelle d’Italia…”

Melania Gabbiadini è la storica capitana della nazionale, una che nel palmarès conta
qualcosa come 5 scudetti, 2 coppe Italia, 3 Supercoppe italiane. Attaccante veloce, letale
in area di rigore ha collezionato più di 100 presenze in nazionale ma se sui giornali sportivi in sedicesima pagina spunta fuori il suo nome, state certi che la frase successiva sarà: “sorella di Manolo Gabbiadini”;. Che per inciso ha come più grande merito sportivo quello di aver fatto parte della brigata Sarri nel Napoli più bello dai tempi di Diego Armando Maradona, azzardo: forse più bello. Il suo di palmarès sfoggia la Premier League Player of the Month del 1 febbraio 2017. L’equivalente dell’impiegato del mese appeso nelle sale di McDonald’ s.
Eppure Melania è la sorella di Manolo, ça va sans dire.

A destra del segretario c’è Sara Gama.

3 scudetti, 2 coppe Italia, 3 supercoppe e tanto altro ancora.
Da Melania prenderà la fascia di capitano e il peso di essere la prima italiana di seconda
generazione ad indossarla nello sport più macho che c’è. Lei friulana, laureata in Lingue e letterature straniere ad Udine è il volto della nouvelle vague dello sport italiano. Più delle schiacciate di Paola Egonu, più di Maria Benedicta Chigbolu, Libania Grenot, Raphaela Lukudo e Ayomide Folorunso e della loro staffetta 4×400 dei record. Più dei 6,64 metri saltati in lungo da Larissa Iachipino, figlia di mamma Fiona May.
Perchè il calcio si sa è un’altra cosa.

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E lo stesso, probabilmente, pensa in quel momento anche l’ex segretario della Cgil
Susanna Camusso abbracciata alle azzurre che oggi, tre anni dopo, hanno conquistato le
prime pagine dei giornali, i servizi dei Tg, le copertine dei settimanali e, speriamo, un
contratto da professioniste.
Perchè i diritti o sono di tutti o non sono. Perchè i salari e le opportunità o sono uguali tra uomini e donne o sono ingiusti.

saragaafracassi

Ma ora stringiamoci a coorte, alle 18:00 c’è l’ottavo di finale dei mondiali di calcio e le
cinesi fanno un pressing asfissiante, e c’è un Paese da far sognare e intere generazioni di
nuove italiane e nuovi italiani in cerca di gloria.

Lorenzo Serio

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