Fca dice sì al salario minimo (per dare una spallata ai contratti nazionali)

Il contratto collettivo nazionale, a Fca, non piace da un pezzo, da quando Sergio Marchionne orchestrò l’uscita dell’azienda da Confindustria pur di applicare un contratto specifico aziendale, e più svantaggioso per i lavoratori, e di riconoscere la rappresentanza ai soli sindacati firmatari di tale contratto. Un’iniziativa che determinò una lunga querelle con la Fiom Cgil dell’allora segretario generale Maurizio Landini.

ECCO QUANTI SOLDI PERDONO I LAVORATORI COL SALARIO MINIMO

Ed è dentro questa logica di disconoscimento dei contratti erga omnes che, con coerenza, in questi giorni, nel corso di un’audizione parlamentare informale, Fca si è detta favorevole – secondo quanto riporta il “Sole 24 Ore” – al salario minimo legale proposto dal Movimento 5 Stelle: “Proprio l’Italia – è scritto nella memoria consegnata da Pietro De Biase, responsabile delle relazioni esterne di Fca – più di altri paesi avrebbe bisogno di una diretta definizione legislativa del salario minimo”.

Insomma, Fca, dal salario minimo legale, avrebbe solo da guadagnarci. A perderci, naturalmente, sarebbero i lavoratori.

sole

Fortebraccio News

 

 

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