I giornalisti Sandro Ruotolo e Paolo Borrometi denunciano Feltri per razzismo contro i meridionali

In un articolo del 5 settembre, aveva definito il governo “uno zoo di terroni”, per denigrare la buona presenza di ministri del Sud nel nuovo esecutivo presieduto da Giuseppe Conte. Ma il riferimento razzista nei confronti dei cittadini del Sud non è andato giù ai giornalisti anticamorra e antimafia Sandro Ruotolo e Paolo Borrometi che hanno preso carta e penna per denunciare al Consiglio di Disciplina dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia Vittorio Feltri.

ruotolo_borrometi.jpg
All’esposto, Ruotolo e Borrometi, hanno allegato un elenco di articoli discriminatori del direttore di Libero contro il Sud: ” “Si tratta di una frase evidentemente razzista – dicono Ruotolo e Borrometi – dove i meridionali vengono appellati esplicitamente con l’aggettivo denigratorio di ‘terroni’ e implicitamente come animali, visto il riferimento allo zoo. La discriminazione è rafforzata ancora di più ne rapporto con il Nord, superiore che ‘li mantiene tutti’, con riferimento ai cittadini meridionali”.

denunciaAd annunciare l’esposto è stato lo stesso Sandro Ruotolo su Facebook: “Come sapete, io e Paolo Borrometi, giornalisti e figli della bellissima terra del Sud del nostro Paese, sosteniamo che nell’era dell’odio e del rancore (stagione che speriamo rapidamente di lasciarci alle spalle) un giornalista pur libero di esprimersi non deve oltrepassare il limite”.

Qui il passaggio dell’articolo di Feltri sotto accusa.

zoo.jpg

Fortebraccio News

Annunci

3 pensieri riguardo “I giornalisti Sandro Ruotolo e Paolo Borrometi denunciano Feltri per razzismo contro i meridionali

  1. Ottimo, Feltri merita una lezione, l’informazione deve essere primo di tutto corretta. Non può essere usata per il proprio fine, ancora più se faziosa..

    Mi piace

  2. la reazione dovrebbe essere generale e condivisa…contro chi da tempo usa la violenza delle parole per fare razzismo gratuito. .costui non è un giornalista. ..ma un razzista. .

    Mi piace

  3. Settanta anni fa, alla fine di ottobre 1949 caddero uccisi dalla polizia di Scelba non lontano da Crotone, nel feudo Fragala’,tre braccianti poveri: Angelina Jolie, Francesco Nigro e Giovanni Zito.
    Molti altri rimasero feriti tra quella folla affamata vestita di stracci che all’alba era uscita, dalle casupole di Melissa e si era messa a zappare la terra incolta del barone Berlinghieri.
    Quei morti non erano i primi. Era già caduta in Calabria, Giuditta Levato e altro sangue era stato sparso in Abruzzo, il Sicilia e altrove durante i moti contadini che scossero il mezzogiorno in quegli anni convulsi del primo dopoguerra.
    Ma Melissa segno’ una svolta. Una svolta politica
    Erano trascorsi 4 anni dal 25 aprile, quando l’altra metà d’Italia ( che aveva vissuto la straordinaria esperienza della Resistenza , della lotta armata, della creazione dal bass di una nuova unità basta sugli ideali avanzati dell’antifascismo eventuali lla democrazia progressiva) insorse. Alla testa della insurrezione ci fu la classe operaia che pose così in concreto la sua candidatura alla direzione della vita nazionale.
    Tuttavia , quella vicenda straordinaria non aveva toccato il Mezzogiorno
    . E questo fatto pesava.
    Le vecchie classi dirigenti – colpite ma non . liquidate -riorganizzarono le fila e passarono al contrattacco ,: sul terreno economico con la restaurazione capitalistica protetta , foraggiata , organizzata dalla potenza schiacciante del capitalismo americano; sul terreno pilitoco con la rottura del della unita endo antifascista e popolare (espulsione dei comunisti dal governo, 18 aprile, rottura della unità sindacale, attentato a Togliatti).
    La posta in gioco era decisiva: isolare la classe operaia, ricacciarla indietro; ridurre la sua influenza e collaborazioni le nella vita nazionale, separla quindi dai suoi alleati naturali e in primo luogo dai contadini ,e per questo mantenere il Sud assolutamente dalle battaglie democratiche, isolato dal resto del paese; farne una Vandea (ricordate gli assalti dei ” Lazzari del re contro la federazione comunista di Napoli, le maggioranze schiaccianti ottenute dai qualunquisti, dai monarchici e dai fascisti in tante provincie meridionali), impedire in sostanza che le masse povere meridionali entrassero in campo, in modo autonomo,e che la causa della loro emancipazione si saldasse con quella degli operai, dei lavoratori, degli intellettuali del resto d’Italia per arricchire di nuovi contenuti la rivoluzione è socialista messa in moto dalla Resistenza.
    L’obbiettivo,quindi, era chiaro: chiudere la parentesi arrestare e invertire quel cammino.
    Ecco , in breve,il significato storico di Melissa.
    Crotone, 8 novembre 1969. Alfredo Reiclin relazione al convegno dei quadri meridionali

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...