“Istruitevi!”, gli auguri di Gramsci, Pertini e Di Vittorio ai giovani che iniziano la scuola – Ilaria Romeo

Scriveva qualche giorno fa Maurizio Landini in occasione dell’apertura del nuovo anno scolastico: “In questi giorni in tutta Italia sta partendo il nuovo anno scolastico. Per noi della Cgil la scuola è base della società: palestra di vita, di integrazione, di crescita personale e inserimento positivo nel mondo del lavoro […] Agli studenti, alle loro famiglie, agli insegnanti, al personale tecnico e amministrativo auguriamo buono studio e buon lavoro e a tutti chiediamo di essere con noi parte attiva per migliorare quell’insieme di studio, esperienze, lavoro e sentimenti collettivi che con semplicità chiamiamo scuola”.

Esattamente 65 anni, nell’ottobre 1954, anche Giuseppe Di Vittorio portava agli studenti d’Italia il saluto dei lavoratori.

Amici studenti – diceva il segretario – in occasione dell’inizio dell’anno scolastico, sono certo di esprimere il sentimento profondo di tutti i lavoratori italiani, inviando a tutti voi, il loro saluto augurale ed affettuoso. Sappiamo che la situazione attuale è tutt’altro che facile per la gioventù studiosa. La scuola, i libri e le varie attrezzature scolastiche sono troppo cari e perciò impongono gravi sacrifici alle famiglie che in grande parte si dibattono in seri disagi economici. In pari tempo, ai giovani studenti, che compiono notevoli sforzi per formarsi una cultura, una qualifica professionale e quindi aprirsi una strada nella vita attiva, non sorridono liete prospettive. Sono troppo numerosi in Italia i giovani diplomati e laureati che, dopo tanti sacrifici, non riescono a procurarsi un posto di lavoro adeguato alla loro preparazione e alle loro inclinazioni. Tutto questo potrebbe indurre numerosi studenti a considerare con pessimismo la loro vita: e ciò sarebbe un gravissimo errore. No, giovani studenti d’Italia: non c’è ragione di cadere nel pessimismo! E’ vero che iniqui privilegi di casta e di classe ostacolano e ritardano la sviluppo economico e civile del nostro Paese, per cui milioni di lavoratori, manovali e intellettuali sono condannati alla disoccupazione e alle più crudeli privazioni. Ma voi ben sapete che nel nostro Paese vi è  una classe giovane e vigorosa, forte e produttiva: la classe operaia, la classe di tutti i lavoratori, la quale lotta con fermezza ed energia contro le ingiustizie sociali, per abbattere gli ostacoli che si oppongono al progresso economico e culturale del nostro popolo e per creare una situazione che permetta ai lavoratori, ai tecnici e agli scienziati d’Italia di consacrare le loro energie congiunte all’utilizzazione razionale di tutte le possibilità latenti di lavoro produttivo, per garantire a tutti gli italiani lavoro, benessere e tranquillità e che apra alla nostra gioventù prospettive di una vita serena e felice. Abbiate, dunque, fiducia in voi e in tutte le forze sane, oneste e progressive del lavoro italiano! Unite le vostre forze e il vostro slancio giovanile a quello dei lavoratori italiani, d’ogni corrente e d’ogni professione, uniti nella grande Cgil, e noi tutti assieme rinnoveremo l’Italia, la libereremo dall’arretratezza economica e dalla miseria, eleveremo il livello di vita e di civiltà del nostro popolo, porteremo avanti la nostra bella Italia sulla via del progresso, della libertà e della pace con tatti i popoli della terra […]”.

Molta strada è stata fatta da quando Giuseppe Di Vittorio pronunciava queste parole, molta ne rimane da fare perché – diceva ancora nella nota affidata al web Maurizio Landini – “la disoccupazione è maggiore tra chi ha più bassi livelli di scolarizzazione. Eppure l’Italia investe poco, troppo poco, nella scuola così come nel sistema complessivo di istruzione. Secondo l’Ocse siamo nettamente al di sotto della media europea di spesa in istruzione con un gap che supera l’1% di Pil rispetto ai valori medi e che addirittura raddoppia rispetto a Francia e Germania. Accanto ai mancati investimenti, la scuola italiana sconta il problema precariato che ricade su famiglie, studenti, sui lavoratori e sulle scuole che faticano ad organizzarsi nei tempi e nei modi opportuni per un buon funzionamento. Quest’anno si parla di oltre 150 mila supplenti chiamati a coprire cattedre che avrebbero dovuto essere assegnate a insegnanti assunti stabilmente. Il fenomeno è stato accentuato da quota 100 ma è soprattutto frutto di un sistema di reclutamento che si è dimostrato inefficace […] La scuola ha bisogno di risposte immediate, se 1 docente su 7 è precario (e nel sostegno lo è 1 su 3) è evidente che siamo di fronte a un sistema che lede il diritto allo studio, la continuità didattica, la possibilità per le scuole di programmare sul medio e lungo periodo perché continuamente cambiano gli insegnanti”.

Però, ragazzi, voi continuate a studiare, “istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza” (Antonio Gramsci).

Ed in questa strada in salita ricordate che non sarete mai soli. Oggi come ieri un grande quadrato rosso sarà pronto ad accogliervi, guidarvi, sostenervi, rappresentarvi.

“Io credo in voi giovani – diceva nel novembre del 1978 Sandro Pertini – Se non credessi in voi dovrei disperare dell’avvenire della Patria, perché non siamo più noi che rappresentiamo l’avvenire della Patria, siete voi giovani che con la vostra libertà, con il vostro entusiasmo lo rappresentate. Non badate ai miei capelli bianchi, ascoltate il mio animo che è giovane come il vostro. Voi non avete bisogno di prediche, voi avete bisogno di esempi, esempi di onestà, di coerenza e di altruismo”.

Con l’augurio che per voi la scuola sia soprattutto questo, buon lavoro ragazzi!

Ilaria Romeo, Archivio Storico Cgil

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