Contratto, la grande lezione di democrazia dei metalmeccanici – Lorenzo Serio

360 mila tute blu hanno detto Si al referendum sulla piattaforma contrattuale di Fiom Fim e Uilm. Un esercizio di democrazia diretta come non se ne vedono spesso in Italia e dal quale tutti possiamo imparare qualcosa. Dentro questa piattaforma c’è il salario certo ma c’è anche il futuro; con il contrasto alla precarietà, la promozione delle competenze, il welfare e l’ambiente.

C’è la consueta attitudine dei metalmeccanici a non guardarsi mai l’ombelico, il contratto come architrave di uno stare al mondo attivo e partecipativo. Torniamo al metodo: più del 75% dei metalmeccanici aventi diritto al voto ha espresso la sua opinione per un 96% di consensi che dà una forte legittimazione alle organizzazioni sindacali ad iniziare il negoziato con Federmeccanica e Assistal.

Una trattativa che si preannuncia dura e complicata per una piattaforma ambiziosa che si poggia su 3 cardini fondamentali, ed eccoci al merito: aumento dei minimi salariali e redistribuzione della ricchezza, lotta alla precarietà che flagella gli appalti, formazione e inquadramento come tema di valorizzazione del lavoro. Gli anni della crisi hanno lasciato per strada più di 300 mila lavoratori, famiglie che hanno perso sostentamento e prospettive, figli che hanno dovuto richiudere i sogni nel cassetto, mutui andati inevasi, interi siti produttivi chiusi e svuotati. Riorganizzazione aziendale, ristrutturazione, nuovo piano industriale, in questi anni hanno investito frontalmente i lavoratori ma non le aziende che anzi hanno registrato una crescita del valore aggiunto pari ai valori del 2007 (l’anno prima della crisi).

Per gli operai è arrivata l’ora di ridistribuire, quel’8% del salario che al terzo livello vale circa 153 euro è giuto e dovuto, e si presti massima attenzione alla parte più “politica” della piattaforma a partire dalla riduzione delle tasse ai lavoratori, agli interventi necessari sugli ammortizzatori sociali e all’azzeramento degli infortuni. Incrementare i minimi salariali dei metalmeccanici che oggi sono ai livelli più bassi d’Europa e contemporaneamente ottenere l’avvio di una staffetta generazionale non più rinviabile. Il presente e il futuro, il Pane e le Rose, è questa la proposta di Cgil Cisl e Uil, una piattaforma sostanziosa e di svolta con 360 mila firme in calce.

Lorenzo Serio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...