Battipaglia, tutta la città in piazza contro l’inquinamento: “Non si respira più” – Francesca Galluccio

A Battipaglia, città capofila della ridente Piana del Sele, famosa per la mozzarella di bufala, si tiene oggi una grande mobilitazione.
La città chiede cose che dovrebbero essere scontate, tipo l’aria pulita, la bonifica delle discariche presenti sul territorio, una minor concentrazione di aziende che trattano rifiuti data la prevalente vocazione agricola, un maggior rispetto delle norme antincendio nei siti che trattano rifiuti. Dopo l’ennesimo rogo che ha visto protagonista un’azienda che tratta lo smaltimento di pneumatici, dopo l’ennesima estate barricati in casa per via di miasmi che invadono, ancora, la città, tanto da dare problemi respiratori e conati di vomito alle persone che risiedono nel territorio, e dopo che i vari comitati cittadini si battono da due anni, sembra che la città si sia svegliata dal torpore.

I comitati per la prima volta si sono riuniti tutti insieme per affrontare questi problemi, non ascoltati dall’amministrazione locale che cerca dalla Provincia e dalla Regione strumenti per risolvere questi problemi, che con tempi biblici riesce a stento a stilare un censimento delle aziende sul territorio, l’ultimo risalente al 2003, che vede la città gravata del 12% degli impianti di tutta la provincia di Salerno. Mentre la cittadinanza chiede una riduzione, la Regione pensa ad ampliamenti degli impianti esistenti, la voce
dei cittadini resta inascoltata.

I comitati, quelli della politica partecipativa, quelli che raccolgono il grido d’aiuto di 50.000 abitanti, quelli che la politica dovrebbe ascoltare, vengono “accusati” da provincia e regione di fare “terrorismo psicologico”, di essere “il motivo dell’immobilismo dei territori”, di “non fare fatturato e non creare posti di lavoro”, quelli “di allarmismo senza motivazione”, abbassano la testa e come arieti vanno avanti.

battipaglia.png

Con grande sforzo, con l’appoggio delle parrocchie, dei medici, di Legambiente, di Confagricoltura, di Confesercenti, di Confcommercio, di Libera, di alcune RSU di varie aziende presenti sul territorio, delle scuole, organizzano per oggi il Battipaglia Day,  il grido di aiuto di una popolazione stanca e che vuole prevenire prima che curare, che non vuole diventare terra dei fuochi, che vuole vigilanza, attenzione, ascolto.
Proprio in queste ore anche l’amministrazione comunale che, legittimamente aveva creduto nell’aiuto degli organi sovracomunali ha preso coscienza che questa è una città destinata all’accoglimento di spazzatura, che se non fosse perché gli impianti non sono a norma, che puzzano, che rendono la vita dei comuni cittadini difficile, se non fosse per tutte le aziende agricole dislocate sul territorio, potrebbe anche essere accettabile, chiede alla cittadinanza di partecipare alla manifestazione, stanca anche dei rimpalli di responsabilità. Anche se sa che questo manifestare è anche contro le sue scelte politiche.
Nonostante tutto si è resa conto che bisogna fare qualcosa, e la manifestazione è solo il primo passo, che la lotta deve essere fatta per il bene comune, per il futuro delle nuove generazioni.

Questa manifestazione è il grido d’aiuto di un intero territorio lasciato solo, ma la storia insegna che uniti si possono cambiare le cose, e chiedo a chi non ha ancora aderito di fare un passo verso quel territorio che a parole viene al centro di ogni azione.
Il grido unanime è “ci dobbiamo provare”, “un giorno non dobbiamo avere il rimorso di non aver fatto nulla”, “Battipaglia dice basta”.

Francesca Galluccio

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