Emanuele Quarta (Arcipelago delle Sardine): “Casapound e fascisti non sono benvenuti”

E’ passato solo un mese da quando le sardine hanno “preso” Bologna, riempito Piazza Maggiore come non succedeva da decenni e dato il via a un movimento spontaneo così imponente da far saltare tutti gli schemi politici. Un nuovo popolo che ha letteralmente mandato in tilt il blocco delle destre populiste, che dopo aver preso l’Umbria marciava spedito a passo dell’oca verso l’Emilia Romagna, e che ora invece sente franare la terra sotto i piedi. Attaccano le sardine nei comizi, dove Salvini si ritrova improvvisamente in minoranza, nei talk televisivi dove i volti noti della destra sovranista cercano inutilmente di minarne la credibilità, e non sono mancati veri e propri attacchi squadristici come la schedatura degli attivisti apparsa sui siti dell’estrema destra. Abbiamo intervistato Emanuele Quarta, cofondatore dell’Arcipelago delle Sardine,uno dei 26 esponenti del movimento schedati da Casapound. E sull’eventuale partecipazione dell’organizzazione neofascista alla manifestazione di Roma, Emanuele chiude nettamente: “Casapound e i fascisti non sono i benvenuti”.

Arcipelago delle Sardine con i suoi 185mila membri è il gruppo Facebook più numeroso. Emanuele Quarta, uno dei suoi giovani fondatori, si sta preparando alla prima grande prova nazionale, “Roma Non Abbocca”, sabato 14 dicembre alle 15 in piazza San Giovanni. Come vanno i preparativi?

“C’è fermento tra i membri del gruppo e tante aspettative – dice Emanuele – le piazze riempite dalle Sardine sono un capitale umano formidabile, la dimostrazione che un’altra Italia esiste. Un’occasione importante per ricostruire un vero presido anti populista, siamo impegnati quotidianamente nella battaglia per costruire un paese più giusto.

Bella sfida aver scelto Piazza San Giovanni per il primo appuntamento romano, che ci dobbiamo aspettare?

“Tanta partecipazione e molto entusiasmo, le Sardine hanno avuto il merito di unire un popolo vasto e ben rappresentato. Alternativo alla Lega e ai sovranismi.

Com’è potuto accadere che un piccolo gruppo di cittadini autorganizzati sia riuscito a stravolgere l’agenda politica nazionale?

“C’è molta gente stanca di un linguaggio violento fatto di discriminazione per chi è più debole o diverso. I cittadini hanno bisogno di una politica seria che è capace di confrontarsi concretamente, non è difficile ritrovare un popolo in carenza di rappresentanza qualificata”.

Vi accusano di essere solo un movimento “contro”, il segretario della Cgil Maurizio Landini invece, in una recente intervista, ha dichiarato di vedere nelle piazze delle sardine una grande domanda di democrazie e di diritti e sottolineato i punti di contatto evidenti col movimento sindacale. Cosa ne pensi?

“Landini ha perfettamente ragione, le sardine sono la dimostrazione concreta che molti italiani si oppongono fermamente al Salvinismo e alla destra xenofoba, una destra illiberale che rivendica tutele e diritti solo per se stessa”

Sei stato tra quelli che ha dovuto subire per primo l’attacco degli odiatori seriali. Come’è cambiata la tua vita dopo che hai visto comparire il tuo nome nella lista di proscrizione di Casa Pound insieme a Mattia Santori, Samar Zaoui, Alberto Irone e tante altre sardine della prima ora? 

“Purtroppo questo è il prezzo da pagare per chi si schiera giornalmente contro le ingiustizie e gli abusi. Schedare delle persone è un atto forte che rievoca tempi bui. Per noi essere antifascisti è un valore aggiunto e non saranno i dispensatori di odio e di fake news, ad impedirci di lottare ed impegnarci per una società più giusta, equa, democratica, inclusiva. Voglio pubblicamente ringraziare gli altri fondatori del gruppo che giornalmente mi affiancano in questa impresa: Davide Carlucci e Michele Abaticchio sindaci di Acquaviva delle Fonti e Bitonto, Grazia Desario e Ilaria Colacicco insegnanti, Susy Ioveino impegnata nella accoglienza dei migranti, Claudio Poverini volontario Croce Rossa e Caritas, Mimmo Lamantea avvocato e Michele Sfregola architetto”

Dopo piazza San Giovanni che succede? 

“Chi lo sa, per il momento si è creato un presidio di legalità, rappresentativo, fatto di valori sani. Si è costruito in maniera autonoma ed indipendente un contenitore con un grande valore sociale, fatto da persone impegnate quotidianamente nelle battaglie a sostegno dei più deboli. A sostegno delle sardine ci sono rappresentanti della associazionismo, delle comunità Lgbt, sindacalisti, mediatori culturali, giornalisti, ambientalisti, operai, partigiani, sindaci, insegnanti, studenti e liberi cittadini . Un popolo bellissimo che ha la necessità di essere ascolto e rappresentato. Godiamoci Piazza San Giovanni. Noi dell’Arcipelago delle Sardine seguiremo con entusiasmo l’evoluzione delle 6000 Sardine, saremo un amplificatore dell’azione Sardinista”.

Stamattina è esplosa una grande polemica dopo che un quotidiano ha diffuso le dichiarazioni di un esponente delle sardine romane sulla partecipazione di Casapound alla manifestazione di Roma. Che ne pensi?

Penso che tutti possano partecipare all’iniziativa. Non può partecipare chi non rispetta la Costituzione, chi odia, chi discrimina. Insomma Casapound e i fascisti non sono i benvenuti. Non è chiusura, ma osservanza della costituzione e conservazione della democrazia.

Lorenzo Serio

 

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