No vabbè, i fascisti che si appellano alla Costituzione fanno ridere

Parla di “sentenza storica” e cita la Costituzione, il leader di Casapound Simone Di Stefano, per commentare la sentenza che intima a Facebook di riattivare immediatamente la pagina dell’organizzazione di estrema destra (ne ha parlato qui Giorgio Sbordoni). Cita la Costituzione, Simone Di Stefano, e noi non sappiamo se ridere o piangere. Sì perché è quella stessa Costituzione antifascista nata dalla Resistenza, quotidianamente disprezzata dai fascisti di ogni colore e in particolare dal movimento di Di Stefano. Si appella al diritto di espressione sancito nell’articolo 21 della Costituzione, il leader di Casapound, quel diritto di espressione che  venne violentemente represso, assieme a tutte le altre libertà, durante il Ventennio fascista cui si ispira Di Stefano: “A quanto pare – esulta il leader neofascista su Twitter – i “privati” non fanno come gli pare, cari ignoranti globalisti! La magistratura ORDINA a #Facebook di riaprire le nostre pagine, citando la Costituzione e affermando che #CasaPound ha diritto di esistere e diritto di comunicare sui social”.

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E assieme a Di Stefano esulta per la sentenza anche Francesca Toffolo, alias la “dama nera”, quella che sul sito di Casapound, primato Nazionale, pubblicava qualche giorno fa la “lista nera” delle Sardine schedate. Esulta, e sfotte, pure.

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La Costituzione, dunque, che vieterebbe però, i riverberi fascisti e la costituzione sotto qualsiasi forma del disciolto partito fascista. E che tuttavia consente, anche al fascista Di Stefano e alla “schedatrice” Toffolo di appellarsi al diritto di espressione sancito nella Carta. Viene in mente quell’episodio capitato al partigiano e poi senatore Vittorio Foa: un giorno, Giorgio Pisanò del Movimento Sociale Italiano, incontrandolo gli disse: “Ci siamo combattuti da fronti contrapposti, ognuno con onore, possiamo darci la mano”. E Foa gli rispose: “E’ vero, abbiamo vinto noi antifascisti, e tu sei potuto diventare senatore, aveste vinto voi fascisti io sarei ancora in carcere”. Questa è la differenza tra fascisti e antifascisti.

Fortebraccio News

 

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