Fare sindacato in Italia è diventato pericoloso

E’ accaduto ancora. Ieri, nelle campagne di Castel d’Asso, piccolo borgo rurale del comune di Viterbo. Tre sindacalisti della Flai – la categoria che assiste i braccianti agricoli -, Marco Nati, Massimiliano Venanzi e una terza sindacalista di nome Lavinia, sono stati minacciati pesantemente da un gruppo di sette  o otto persone giunte a bordo di due Jeep, mentre facevano il loro lavoro distribuendo volantini informativi, guanti, scalda collo e giubbini catarifrangenti ai braccianti per evitare che di notte vengano investiti mentre tornano a casa a tarda sera in bicicletta dopo ore ed ore di lavoro nei campi, per 12 ore continuative, per almeno sei giorni su sette per guadagnare, nella migliore delle ipotesi, 30 euro al giorno.  Il guadagno mensile, secondo la Flai, “si aggira attorno ai 500-700 euro e deve spesso anche servire per pagare l’alloggio messo a disposizione dal caporale di turno. Ciò comporta per i lavoratori condizioni di vita molto penalizzanti, assenza di fissa dimora, malnutrizione, isolamento e carenza di relazioni sociali”.

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A queste condizioni estreme e disperate, il lavoro dei due sindacalisti cerca di fare fronte nelle gelide campagne di Viterbo, anche assistendo nei campi i lavoratori. Un’attività che “minaccia”, evidentemente, il business di schiavisti e caporali che hanno messo in atto “una vera aggressione in stile spedizione punitiva”. La presenza del sindacato non è gradita da chi non vuole che i lavoratori siano informati sui loro diritti. Assieme ai due sindacalisti, minacciato e insultato anche un giornalista, Daniele Camilli di Tusciaweb, noto per le sue inchieste sul caporalato, che li accompagnava per documentare le condizioni di lavoro dei braccianti. Anche a lui sono state rivolte minacce pesantissime: “Te devi fa’ i cazzi tuoi! Stai a scrive le stronzate, hai capito? Stai a rompe il cazzo in continuazione. Devi da sparire! Hai rotto li cojoni!”, avrebbero detto gli uomini al soldo dei caporali al giornalista.

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Da Tusciaweb

“Esprimiamo piena solidarietà ai sindacalisti della Flai e al giornalista Daniele Camilli – srivono i lsegretario regionale della Michele Azzola e la segretaria provinciale Stefania Pomante – per l’inaccettabile aggressione di cui sono stati vittime. Questo episodio mette ancora una volta in evidenza il crescente clima di tensione e di ostilità sociale che attraversa purtroppo tutto il Paese. Noi non ci arrendiamo all’idea che la nostra provincia finisca in un vortice di violenza inarrestabile e per questo ci impegneremo sempre nel costruire una realtà diversa e migliore, partendo dalle nostre esperienze di aggregazione, solidarietà e dialogo sul territorio”.

Qualche giorno, fa, in Puglia, un’altra sindacalista della Filcams Cgil, Anna Caputi, è stata aggredita fisicamente, tanto da essere finita al pronto soccorso, mentre accompagnava due lavoratori addetti alla macelleria di un Penny Market della zona di Barletta. Due casi in pochi giorni che si aggiungono alla catena d iminacce e intimidazioni contro i sindacalisti che provano a svolgere la loro attività in difesa dei lavoratori.

Fortebraccio News

foto di copertina da Tusciaweb

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