Ripartire dal lavoro e dai salari – Giuseppe Sabella

Per quanto timidamente, si sta iniziando a parlare di ciò che ci aspetta affrontare oltre al problema sanitario. Le macerie che il covid-19 sta causando si aggiungono alle tante vite umane che l’epidemia sta provocando. Non a caso, al di là del fatto che del tema economico ne stanno discutendo anche le istituzioni europee, qualcuno ha usato l’espressione “Piano Marshall”, qualcun altro ha proposto una nuova Costituente.

Cosa farà l’Europa non è questione secondaria: Conte e Macron hanno proposto gli eurobond. Non è un’idea nuova, ad ogni modo è più che mai il momento per dare all’Unione quei caratteri politici che negli ultimi anni abbiamo così tanto invocato. Ma, com’è noto, le resistenze degli stati del nord e di quelli dell’est sono forti. Vedremo come andrà a finire. È chiaro che se non si trova una soluzione comune si perde una grande occasione. Tuttavia, resto dell’idea che una risposta ci sarà. E che questa permetterà di passare dal fiscal compact ad un nuovo patto dal sapore meno finanziario. Da questo punto di vista, le parole di Mario Draghi – non uno a caso – dovrebbero darci qualche indizio.

Fatta questa premessa, la domanda è: cosa fare con le risorse disponibili? Nello spazio di un articolo, provo a dare una risposta – in 4 punti – che, per quanto sintetica e parziale, possa indicare un percorso.

  1. Qualsiasi scelta deve essere orientata alla creazione di lavoro. Non è un caso che l’articolo 1 della nostra Costituzione dica che la Repubblica è fondata sul lavoro.
  2. Con la fine dell’IRI è morto un gruppo dirigente che sapeva interfacciarsi con industria e lavoro. Va ricreata una task force con funzionari e decisori, anche del sindacato, che hanno queste competenze.
  3. La creazione di lavoro deve essere creazione di valore. Le risorse, per quanto possano essere importanti, saranno sempre poche. Si tratta di capire laddove si possono generare fattori di sviluppo per il sistema Italia: c’è qualcosa che avrà futuro e qualcosa che inevitabilmente non lo avrà. Bisogna investire su ciò che sappiamo ci permetterà domani di competere nel mondo, mi riferisco in particolare alle nuove tecnologie, alla componentistica ad alto valore aggiunto, alla chimica, all’agroalimentare, alla moda, etc. Le eccellenze in Italia sono tante e distribuite. Le competenze e la formazione delle persone avranno un ruolo fondamentale ma prima di tutto vanno individuati dei buoni precettori e dei buoni dirigenti che sappiano che le loro risorse più importanti sono le persone e siano in grado di valorizzarle.
  4. Ovviamente gli interventi da fare per aiutare l’economia e il lavoro nella ripartenza sono tanti: infrastrutture (pensiamo ai cantieri fermi), semplificazione, fisco, riconversioni… mi piace però pensare che ci aspetta la costruzione di un mondo migliore. Questo mondo migliore non può prescindere da un miglioramento delle condizioni di lavoro che va dalla sicurezza – gli incidenti sul lavoro sono ancora troppi – ai salari. La questione salariale è stata più volte dibattuta. Al di là di aspetti di distribuzione della ricchezza legati alla sua produzione, credo che sia ora – soprattutto in un momento di ricostruzione – che le imprese, in quanto sistemi organizzati in cui ognuno fa la sua parte ed è importante per la parte che svolge, tornino ad essere sistemi. In molte situazioni, vi sono distanze enormi tra le retribuzioni dei manager e quelle dei lavoratori. Si sono registrati casi in queste ore di aziende che sono intervenute su questa distanza: è importante, non solo per la continuità delle imprese – che significa continuità del lavoro – ma anche perché abbiamo bisogno di ristabilire degli equilibri virtuosi. E di migliorare le condizioni di chi lavora, in particolare salariali.

Giuseppe Sabella, direttore di Think-industry 4.0

Un pensiero riguardo “Ripartire dal lavoro e dai salari – Giuseppe Sabella

  1. Per uscire da questa gravissima situazione economica e sociale occorre,non un nuovo piano Marshall,ma realizzare la Costituzione nella vita delle persone!I suoi articoli economici fondamentali sono: il 2, il 3 ed il 53! Il 53 è l’articolo finanziatore dei diritti sociali collettivi e che mette la parola fine al lavoro nero e quindi all’evasione fiscale!
    Non possiamo chiedere ai lavoratori di altri paesi di pagare al posto dei nostri evasori.Oppure SI?

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