E’ stata presentata in Senato una mozione per chiedere la fine dell’embargo a Cuba

Una mozione  che impegna il governo italiano ad attivarsi per chiedere in tutte le sedi la rimozione del blocco economico e commerciale che Cuba subisce da decenni  – e che l’amministrazione Trump ha inasprito recentemente – è stata presentata a Palazzo Madama  da nove senatori, prima firmataria Paola Nugnes del gruppo misto. Un atto politico di portata storica,, la migliore risposta alla grande generosità e solidarietà che il popolo cubano, attraverso la Brigata medica Henry Reeve, ha dimostrato verso il nostro paese durante la pandemia. Tra i presentatori della mozione, oltre a Sandro Ruotolo e Gregorio De Falco, anche i senatori e le senatrici De Petris, Buccarella, Unterberger, Fattori, Vanin, Laforgia. “Abbiamo chiesto alla senatrice Paola Nugnes che ci rappresenta nel gruppo misto del Senato di proporre la mozione e ringraziamo tutte le senatrici e i senatori che l’hanno condivisa e sottoscritta consentendone la presentazione. Auspichiamo che la mozione sia approvata con il voto di tutti i gruppi parlamentari”, hanno dichiarato Maurizio Acerbo e Marco Consolo, rispettivamente segretario nazionale e responsabile esteri di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, di fatto ispiratori della proposta. La mozione recepisce le sollecitazioni fatte in queste settimane anche da numerosi esponenti della società civile, tra cui Susanna Camusso, responsabile delle politiche internazionali della Cgil e Carla Nespolo, presidente dell’Anpi. Adesso tocca a noi cittadini sostenere la mozione, darle gambe e visibilità, e fare pressione affinché venga approvata dai gruppi parlamentari e fatta propria dal governo. Qui il testo della mozione.

Il Senato,

premesso che:

il drammatico periodo causato dalla rapida diffusione del virus COVID-19 e la conseguente situazione di emergenza in cui sono precipitate molte zone del nostro territorio, con migliaia di persone contagiate e decedute e con un sistema sanitario allo stremo delle forze, ha messo a dura prova il Paese;

il Governo italiano, negli scorsi mesi, ha lanciato un appello internazionale per fronteggiare la crisi sanitaria;

tra i Paesi che hanno prestato soccorso all’Italia vi è la Repubblica di Cuba, la quale ha inviato in Italia due brigate mediche del “contingente internacional de medicos especializados en situaciones de disastres y graves epidemias”;

le due brigate esperte di gravi epidemie sono composte rispettivamente da 53 persone (immunologi e infermieri specializzati in interventi di contrasto delle pandemie) che stanno operando a Crema e da 38 persone (21 medici, 16 infermieri e un logista) che operano a Torino, in due dei focolai più rilevanti del Nord Italia;

la suddetta brigata medica (intitolata ad Henry Reeve, un cittadino statunitense che partecipò alla guerra di indipendenza di Cuba dal colonialismo spagnolo) ha operato in soccorso di numerosi Paesi, colpiti da gravi catastrofi naturali e da epidemie (tra i quali Haiti, colpita dal terremoto e dal colera, Sierra Leone, Guinea e Liberia, colpiti dall’epidemia di Ebola, Cile e Pakistan, colpiti da terremoti);

considerato che:

la Repubblica di Cuba è tuttora sottoposta, da parte del Governo statunitense, ad un blocco economico, commerciale e finanziario illegale e contrario al diritto internazionale, per ragioni politiche unilateralmente motivate;

tale misura di ritorsione comporta gravi danni al popolo cubano e ne mette a rischio la vita, bloccando, tra gli altri beni, anche l’invio di medicinali e altro materiale sanitario, che deve essere importato dall’estero;

il blocco è stato pericolosamente inasprito dal Governo statunitense negli ultimi mesi, nonostante il mondo intero fosse stato colpito dall’epidemia da COVID-19, con la conseguenza che un dilagare dell’epidemia nell’isola di Cuba potrebbe portare a conseguenze nefaste per il popolo cubano;

l’impegno di solidarietà sanitaria della Repubblica di Cuba è portato avanti da decenni, sia attraverso la formazione di personale sanitario di molti Paesi (presso la Escuela latinoamericana de medicina), sia con le proprie missioni sanitarie nel mondo, con un elevato numero di medici e altro personale sanitario;

oggi esiste un accordo di dialogo politico e di cooperazione tra l’Unione europea e Cuba, in controtendenza all’extraterritorialità del blocco stesso che colpisce tra l’altro la possibilità di rapporti economici tra Cuba e UE,

impegna il Governo:

1) a fare proprio l’appello lanciato dalle comunità cubane residenti in Europa e da tante altre associazioni e personalità per porre fine al blocco contro la Repubblica di Cuba e il suo popolo;

2) a raccogliere l’appello recentemente espresso dal Pontefice per l’allentamento del blocco e per porre fine alle sanzioni nei confronti di molti Paesi sottoposti a tali misure;

3) a raccogliere l’appello recentemente espresso anche dal segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ai leader dei Paesi del G20, con l’esortazione a sospendere le sanzioni che impediscono le forniture di cibo, cure mediche e beni di prima necessità;

4) a fare propri i citati appelli, coerentemente con il voto quasi unanime di condanna del blocco che per 28 volte consecutive ha visto l’assemblea generale dell’ONU esprimersi in tal senso, anche con l’appoggio dell’Italia;

5) infine, ad adoperarsi nelle sedi dell’Unione europea e nelle altre sedi internazionali, per la rimozione del blocco contro la Repubblica di Cuba.

Fortebraccio News

IL NOBEL PER LA PACE AI MEDICI CUBANI – FIRMA LA PETIZIONE

9 pensieri riguardo “E’ stata presentata in Senato una mozione per chiedere la fine dell’embargo a Cuba

  1. Benissimo la mozione e bravo Fortebraccio a dare la notizia, ma perché censurare che Acerbo e Consolo sono di Rifondazione Comunista, ispiratrice della mozione?

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  2. Bravi hanno fatto bene.
    Non si puo solo accettare e chiedere aiuto e non fare niente per Cuba.
    Magari alleghiamo una raccolta firme per rafforzare la loro iniziativa.

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  3. Una vergogna di sudditanza italiana agli USA da cancellare e un atto di gratitudine e fratellanza sentito da tributare ai medici e al popolo di Cuba.

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  4. L’embargo è sempre contro il popolo. Il popolo non ha mai colpa, qualsiasi sia il governo che lo rappresenta. Sono contrario a qualsiasi tipo di embargo (salvo quello della fornitura di armi) ma in special modo per quello relativo a beni di prima necessità e medicinali.

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