Per chi si fida ancora di Enrico Berlinguer

“Non gli credete: questo è l’ uomo che davanti ai cancelli di Mirafiori ha detto agli operai che se avessero voluto occupare la fabbrica, il Partito Comunista era con loro. Quello che vi sta dicendo Enrico Berlinguer non corrisponde a verità.”. E’ l’inizio degli anni ’80 e c’è stata da pochi giorni a Torino la “marcia dei quarantamila”, i colletti bianchi della Fiat che scesero in piazza contro gli scioperi degli operai. A dire queste cose agli imprenditori di Confindustria –davanti allo stesso Enrico Berlinguer- è Cesare Romiti: Romiti il duro, il feroce amministratore delegato della Fiat, il “poliziotto cattivo” scelto dalla Famiglia Agnelli per introdurre in Italia il capitalismo “rampante” degli anni ’80.

“Quello che vi sta dicendo Enrico Berlinguer non corrisponde alla verità…” e cosa aveva detto agli industriali, Berlinguer? Che l’Italia era un paese dove la corruzione –collettiva ed individuale- stava strangolando ogni possibilità di avanzamento della società, che anche le imprese così non sarebbero cresciute in modo sano, che occorreva una grande onestà intellettuale di tutti per affrontare i problemi del paese: e che, per il bene collettivo, anche gli industriali avrebbero dovuto fidarsi del suo partito. Finirà come sappiamo: con gli industriali che fischiano Berlinguer e osannano Romiti. Salvo poi ritrovarsi, pochi anni dopo, praticamente tutti inquisiti-insieme alla classe politica che avevano scelto e sostenuto- nel terremoto politico, giudiziario e imprenditoriale che fu “Mani Pulite”.

Negli anni seguenti, siamo onesti, di Berlinguer smisero di fidarsi anche molti dirigenti di “sinistra”. Capi di quello che era stato il suo partito (nelle varie metamorfosi successive) che si affrettavano a rivalutare Craxi, che si scordavano di citarlo tra i propri “maestri” (preferendo talvolta tirare fuori il parroco della prima comunione o qualche lontano e decente democristiano), che accantonavano la questione morale, la questione meridionale e lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo come lontani e inutili retaggi di una “sinistra del Novecento”. Anche qui finirà come sappiamo: che chi avrebbe dovuto prendere in mano quell’eredità, ha cercato invece gli applausi che a Berlinguer furono negati. Salvo poi ritrovarsi che ad oggi non c’è nessuna forza politica “di massa” che si definisca esplicitamente “di sinistra” – e soprattutto viviamo sotto la spada di Damocle della vittoria della peggiore destra sovranista.

Il punto – e non è per niente paradossale- è che di Enrico Berlinguer però ha continuato a fidarsi il suo popolo. Quelli che lo hanno conosciuto –lavoratori, pensionati, studenti- e quelli che ne hanno sentito parlare correttamente, che hanno avuto modo di incontrarlo anche dopo quello straziante undici giugno 1984. Di Enrico Berlinguer continua a fidarsi chi ha avuto e ha ancora bisogno di lui, bisogno di un uomo politico che antepone il convincimento nelle proprie idee al calcolo opportunistico; chi, sulla propria pelle, vive ogni giorno le storture di un paese che è ancora troppo corrotto e ingiusto, un paese dove il tema dello sviluppo del sud ritorna puntualmente al “Ponte di Messina”,  dove la “questione femminile”  riempie ancora di femminicidi le cronache nere dei giornali e di ingiustizie i posti di lavoro.

Continua a fidarsi di lui chi sa che la “questione ambientale” non può risolversi solo nell’ennesimo sgravio fiscale agli imprenditori e chi deve lavorare, per vivere: e ormai lavorare non gli basta più nemmeno a sopravvivere. Continua a fidarsi di Enrico Berlinguer chiunque sia convinto “che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell’uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.”

Edmond Dantès

Un pensiero riguardo “Per chi si fida ancora di Enrico Berlinguer

  1. Ho vissuto la politica ai tempi di Enrico Berlinguer lo rimpiango era un vero politico al servizio della gente ,onesto, intelligente,lun gimirante e con passione per quello che diceva e faceva.
    MI MANCA E MI DISPIACE NON SIA MAI RICORDATO

    "Mi piace"

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